Acoustic Franciacorta verso la prossima edizione
Acoustic Franciacorta si terrà anche nel 2011! Nonostante le difficoltà, soprattutto economiche, che in questo periodo rendono la vita difficile ai Comuni della Franciacorta che la finanziano, anche quest’anno si svolgerà regolarmente l’ottava edizione del festival dedicato alla chitarra acustica, tra il 2 e l’11 settembre. Il programma sarà come sempre interessante e, speriamo, ricco di stimoli. Ma prima di archiviare definitivamente l’edizione del 2010, che si è tenuta nel settembre dello scorso anno, vorrei ancora passare in rassegna alcuni dei musicisti che hanno riscosso successo e consensi.
In un articolo precedente (http://fingerpicking.net/?p=362) avevamo ricordato i cantautori che vi avevano partecipato, quelli che normalmente utilizzano la chitarra per comporre i loro brani e con la chitarra si accompagnano per interpretarli. Ma in realtà il festival era nato soprattutto intorno alla chitarra acustica intesa come strumento solista e, in questi anni, abbiamo dedicato molta attenzione ad alcuni fra i più grandi virtuosi di questo strumento, che giungono in Franciacorta da ogni parte del mondo. Nondimeno abbiamo cercato di scoprire e suggerire al pubblico più attento e esigente nuovi talenti o nomi che, pur non essendo ancora popolari, hanno sempre tenuto alta la qualità della musica proposta.
Nell’ultima edizione aveva piacevolmente impressionato Francesco Piu, esibitosi a Iseo (3 settembre) prima di Lucy Zirins e di Eugenio Finardi. Piu, grande appassionato di blues, riesce a coniugare la spontaneità e l’istinto a improvvisare, con una tecnica raffinata e una grande accuratezza nell’esecuzione. Durante il suo concerto ha eseguito brani classici del blues tradizionale, come “Crossroads” e “Got My Mojo Working”, cantando con voce ferma e carica di energia, ma ha fatto ascoltare anche una sua composizione strumentale in fingerstyle, molto delicata e gradita dal folto pubblico.
A Bornato (4 settembre) era stato il turno di Stefano Barbati, musicista di Lanciano, che aveva proposto il suo repertorio hendrixiano in chiave insolitamente acustica e solamente strumentale. Le sue versioni di “Purple Haze”, di “The Wind Cries Mary”, eseguite con destrezza e determinazione, si sono rivelate piene di idee e invenzioni originali.
Giovanna Marinuzzi ci ha trasportato subito dopo nel mondo del Brasile, raccontandoci storie di musica che traggono spunto dalla sua permanenza a San Paolo. Nel corso della sua esibizione, riporta il pubblico alla cultura di quel paese con grande maestria e competenza, affidandosi alla sua voce e alla sua chitarra che sa suonare come i grandi della musica brasiliana.
Serata entusiasmante quella che ha visto alternarsi Alberto Caltanella, Victor Villadangos e Clive Carroll sul palco dell’incantevole Chiostro del Convento dell’Annunciata a Rovato (5 settembre). Tre solisti entusiasmanti, tre generi musicali diversi ma egualmente affascinanti e coinvolgenti. Un flatpicking intelligente e maturo definisce e caratterizza sia i brani noti che gli inediti del chitarrista veneto Alberto Caltanella. Il lirismo e la padronanza tecnica di un grande maestro come Victor Villadangos, che nel pomeriggio aveva tenuto un interessante seminario in una delle sale del Convento, insieme alla sua spiccata sensibilità, ne fanno un musicista completo, piacevole da ascoltare e capace di emozionare. Ha entusiasmato infine Clive Carroll, raffinato virtuoso, che tratta la chitarra con padronanza e con leggerezza come fosse un giocattolo, traendone dei risultati tecnicamente incredibili.
A Capriolo (8 settembre), con Roberta Di Lorenzo e la Cerimonia del Tè, abbiamo ascoltato Pietro Nobile, ‘il chitarrista fingerstyle’! Un suono perfetto per il musicista milanese – così com’è documentato anche nel suo album Indefinito infinito, di cui ha presentato alcuni brani – che riesce a coinvolgere anche nelle esecuzioni più difficili e ricercate.
Tre stili diversi anche a Ome (10 settembre), dove abbiamo innanzitutto ascoltato Reno Brandoni, capace come sempre di conquistare con melodie semplici e originali. Dopo di lui Andrea Valeri, che ha stupito per la sua presenza gioiosa e accattivante, ma soprattutto per la sicurezza raggiunta nella sua tecnica chitarristica e per l’equilibro dimostrato nelle sue composizioni. Ha concluso Manuel d’Oliveira, catturando l’attenzione del pubblico con il suo suono morbido e delicato, tra il fado e il flamenco, sempre moderno e attuale.
A Corte Franca (11 settembre) nel cortile del Palazzo Torri si sono alternati dapprima Luca Francioso, impeccabile e accurato nell’esecuzione delle sue composizioni, poi Giovanni Pelosi con Rodolfo Maltese, eleganti e versatili nel loro repertorio di classici, dai Beatles ai Weather Report, e infine Karim Baggili, che per la prima volta si esibiva da solo in Italia. Il chitarrista belga di origini giordane e serbo-croate ha incantato la platea, impressionando per la padronanza tecnica con la chitarra e soprattutto con l’oud, il liuto arabo, dove ha sviluppato una incredibile abilità nell’uso della mano destra.
La serata conclusiva si è svolta a Provaglio d’Iseo, al Monastero di San Pietro in Lamosa (12 settembre), lo spazio che otto anni fa aveva ospitato la prima edizione di Acoustic Franciacorta. Qui il pubblico si aspetta sempre qualcosa di speciale. E non è rimasto deluso innanzitutto dal set sorprendente del duo di Camilla Finardi (mandolino) e Gabriele Zanetti (chitarra classica) e infine dal concerto di Vincenzo Zitello. L’arpista celtico ha dato il meglio di sé ed è riuscito a stupire un pubblico attento, con la sua musica fatta di leggerezza e soavità, lirismo e poesia.
Come già detto l’appuntamento è dal 2 all’11 settembre per l’ottava edizione di Acoustic Franciacorta. Mi raccomando tenete d’occhio il sito, che verrà aggiornato man mano che avremo le prime conferme: http://www.franciacortalaif.it/laif_sito/af.htm.
Foto di Elio Berardelli












Giorgio Cordini. Veneziano, autodidatta, abita da molti anni in provincia di Brescia. Inizia a suonare la chitarra elettrica in pubblico in piccole formazioni nei primi anni ’60 con la musica dei Beatles e quella dei primi gruppi rock italiani come l’Equipe 84 e i New Trolls. Più tardi scopre il blues di John Mayall e di Alexis Corner e approfondisce il genere ascoltando e studiando i bluesman americani, da Robert Johnson a Muddy Waters e a Otis Rush, con cui avrà l’occasione di suonare a un festival blues in Italia. Alla fine degli anni ’60 inizia a farsi notare nell’ambiente della musica d’avanguardia. Conosce Mauro Pagani e con lui suona in diverse formazioni. Dopo una lunga pausa in cui abbandona completamente il mondo della musica, alla fine degli anni ’80 riprende a suonare con lo stesso Pagani e entra nella band di Fabrizio De André. Si accosta alla chitarra acustica, al bouzouki, al mandolino e diventa uno dei collaboratori fissi del cantautore genovese fino alla sua scomparsa. Nel frattempo collabora con molti altri artisti: Irene Fargo, Massimo Bubola, Cristiano De André, Nada, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri e molti altri. Ha avuto occasione di partecipare a importanti manifestazioni in ricordo di Fabrizio De André accompagnando i più grandi interpreti italiani, da Zucchero a Vasco Rossi, da Andrea Bocelli a Lucio Dalla. Attualmente fa parte dei Mille Anni Ancora, gruppo in cui suonano anche Ellade Bandini e Mario Arcari e di un duo chitarristico con Reno Brandoni. E’ direttore artistico di Acoustic Franciacorta, festival dedicato alla chitarra acustica, che si svolge ogni anno in provincia di Brescia.


